Pelle & Sorriso settimanale

Fa più male la sera, riguardando le foto… Mia madre si ritagliava da ogni foto con mia figlia. E quelle righe se le peggiorava col gesto che faceva per curarle.

Fa più male di notte, davanti agli scatti… «Ridi un po' meno», mi ha detto il fotografo. E quelle righe le peggioravo io, col gesto che facevo per curarle.

4 ottobre 2026 alle 9:17 · Racconto drammatizzato

«Il contorno occhi ha la pelle più sottile di tutto il viso, e si piega ogni volta che sorridiamo. Una crema fluida, lì, scivola verso la tempia e di notte finisce sul cuscino. Serve qualcosa che resti esattamente sulla riga, e che si passi senza strofinare.»– Graziella M., estetista da 22 anni, titolare di un centro estetico di quartiere

Se state pensando all'ennesima crema contorno occhi, leggete prima questo

Se state pensando di comprare l'ennesima crema per le zampe di gallina, c'è una cosa che può risparmiarvi mesi di delusioni e parecchi euro.

Io l'ho imparata guardando mia madre.

Io l'ho imparata a mie spese.

Mia madre si ritagliava dalle foto con mia figlia. L'ho scoperto per caso, a Pasqua: le avevo chiesto il telefono per vedere le foto della gita al lago, e nella galleria c'era una cartella che si chiamava «Bianca».

Centoquaranta foto. In quasi tutte c'era mia figlia e, sul bordo, un pezzo di spalla. Un ciuffo di capelli. Una mano. Il resto di mia madre era stato tagliato via.

Le ho chiesto perché. Ha fatto un gesto con la mano, come per scacciare una mosca. «Quando rido mi si spiegazza tutta la faccia. Bianca da grande mica deve ricordarsi la nonna così.»

«Rifacciamola. Magari ridi un po' meno.» Me l'ha detto il fotografo, con gentilezza, guardando lo schermo della macchina. Stavamo facendo le foto per la pagina «Chi siamo» del sito dell'agenzia dove lavoro da diciotto anni.

Ho sorriso. Ho detto «certo». Poi sono andata in bagno e, sotto la luce dall'alto, mi sono fatta un sorriso vero davanti allo specchio.

E l'ho visto: quando ridevo, intorno agli occhi la faccia si spiegazzava tutta. Righe fino alle tempie, come un foglio stropicciato e poi steso a mano.

Mia madre ha 54 anni. Lavora in banca, allo sportello, da trent'anni. È quella che a Natale fa ridere tutto il tavolo, quella che ride per prima e più forte. Mio padre dice che l'ha sposata per la risata.

L'anno scorso aveva speso 62 euro per un contorno occhi della profumeria. L'ha usato due mesi, mattina e sera. Risultato: la federa unta. E le righe uguali.

Aveva deciso che sulle zampe di gallina non funziona niente. E aveva imparato un sorriso a bocca chiusa, educato, da documento.

A maggio, al compleanno di Bianca, è venuta zia Rosa, la sorella maggiore di mia madre. Ha tre anni più di lei. Rideva a tavola, rideva nelle foto, con gli occhi tutti stretti, e la pelle intorno sembrava più distesa di quella di mia madre.

In cucina, mentre tagliavamo la torta, le ho raccontato della cartella «Bianca». «La mamma dice che le creme per gli occhi non servono a niente», le ho detto. «Le ha provate tutte.»

«Ha provato le creme sbagliate», ha detto zia Rosa. «Non è la stessa cosa.»

Ho 51 anni e in tentativi sono esperta. L'anno scorso avevo speso 68 euro per un contorno occhi, preso dopo dieci minuti di consigli in profumeria. L'ho usato tre mesi, mattina e sera. Risultato: la federa unta. E le righe uguali.

Avevo deciso che sulle zampe di gallina non funziona niente. E avevo cominciato a fare una cosa che non avevo mai fatto in vita mia: ridere coprendomi la bocca con la mano.

Il sabato dopo le foto è venuta a cena mia sorella Daniela. Ha quattro anni più di me. Rideva a tavola come ha sempre riso, con gli occhi tutti stretti, e la pelle intorno sembrava più distesa della mia.

Le ho raccontato del fotografo. «Le creme per gli occhi non servono a niente», le ho detto. «Le ho provate tutte.»

«Hai provato le creme sbagliate», mi ha corretta. «Non è la stessa cosa.»

Ha tirato fuori dalla borsa un tubetto bordeaux, sottile come un rossetto. Era uno stick. Una marca che non avevo mai sentito.

«Lo uso da cinque mesi», ha detto. «E nelle foto ci sto. In prima fila.»

«Lo uso da cinque mesi», ha detto. «E rido quanto mi pare.»

È lì che ho cominciato a fare attenzione.

Perché tutto quello che aveva provato non funzionava...

Perché tutto quello che ho provato non funzionava...

Mia madre non è una che crede ai miracoli. Ma in bagno, sulla mensola, si vedeva tutto: il contorno occhi da 62 euro, un siero «effetto tensore» che tirava per un'ora e poi si sbriciolava, un rullo di pietra verde in frigo accanto al burro, i cerotti al silicone per la notte che la mattina ritrovava attaccati al cuscino.

Non sono una che crede ai miracoli. Ma il conto, a spanne, superava i trecento euro: il contorno occhi da 68 euro, un siero «effetto tensore» che tirava per un'ora e poi si crepava, peggio del correttore, i cerotti al silicone per la notte che mio marito chiamava «le mostrine», un rullo di pietra, tre mesi, tutte le mattine.

Niente aveva funzionato a lungo. E qualcosa l'aveva fatta sentire anche peggio.

Niente aveva funzionato a lungo. E qualcosa mi aveva fatta sentire anche peggio.

Una volta mi aveva detto, a mezza voce, che ci aveva pensato, alle punturine. Ma aveva paura di un sorriso che non arriva agli occhi. «Allora tanto vale non ridere», aveva detto. E aveva riso. Da sola.

Per un pomeriggio intero ho guardato i preventivi delle punturine. Poi ho visto una foto di una conoscente: rideva con la bocca, ma gli occhi restavano fermi. Ho chiuso tutto.

Ripensandoci, i segnali c'erano. Nelle foto di famiglia si metteva dietro, o di tre quarti. Al compleanno di Bianca, quando abbiamo fatto la foto con la torta, l'ho vista abbassare il viso dietro la testa della bambina.

Da quel giorno le vedevo ovunque. Nella foto del matrimonio di mio cugino. In quella al mare con i nipoti, che mia cognata aveva messo come immagine del gruppo di famiglia. Nella mia foto del profilo, che ho cambiato quattro volte in un mese.

Ma cosa doveva fare? Smettere di ridere?

Ma cosa dovevo fare? Ridere meno, come mi aveva detto il fotografo?

Le righe, ogni anno, restavano un po' di più. Una volta sparivano appena smetteva di ridere. Adesso restavano lì, fino alle tempie, anche col viso fermo. La pelle intorno agli occhi sottile come carta velina stropicciata.

Le righe, ogni anno, restavano un po' di più. Una volta sparivano appena smettevo di ridere. Adesso restavano lì, fino alle tempie, anche col viso fermo. La pelle intorno agli occhi sottile come carta velina stropicciata.

Aveva provato tutto quello che le consigliava la commessa della profumeria. Poi tutto quello che diceva internet. Poi i rimedi letti nei gruppi Facebook di donne nella sua stessa situazione: le fette di cetriolo, i cucchiaini in freezer, perfino la ginnastica per il viso davanti alla televisione.

Ho provato tutto quello che mi consigliava la commessa della profumeria. Poi tutto quello che diceva internet. Poi i rimedi letti nei gruppi Facebook di donne nella mia stessa situazione. Perfino la ginnastica per il viso davanti alla televisione, finché mio marito non mi ha chiesto se mi sentivo bene.

L'unica cosa che «funzionava» era ritagliarsi dalle foto. Ma non trattava niente: nascondeva.

L'unica cosa che «funzionava» era la mano davanti alla bocca. Ma non trattava niente: nascondeva.

Così, quando zia Rosa mi ha detto di aver trovato qualcosa di diverso, avrei voluto crederle. Solo che non ci riuscivo.

Così, quando Daniela mi ha detto di aver trovato qualcosa di diverso, avrei voluto crederle. Solo che non ci riuscivo.

Due motivi per cui le solite creme contorno occhi non bastano

«Come lo metti?» le ho chiesto.

«Tre passate leggere per lato, dall'angolo dell'occhio verso la tempia. Senza strofinare. Mattina e sera.»

Senza strofinare. Ho pensato a mia madre, ogni sera, col dischetto struccante avanti e indietro sugli occhi. E poi la crema, massaggiata a lungo, «così penetra».

Senza strofinare. Io, ogni sera, col dischetto struccante andavo avanti e indietro sugli occhi. Poi la crema, massaggiata a lungo, «così penetra». E poi dormivo girata sul fianco, con mezza faccia nel cuscino.

«Il contorno occhi ha la pelle più sottile di tutto il viso, e noi lo strofiniamo come un pavimento», ha detto zia Rosa. «Me l'ha insegnato Graziella, la mia estetista. Tua madre se lo stropiccia due volte al giorno, proprio per curarlo.»

«Il contorno occhi ha la pelle più sottile di tutto il viso, e noi lo strofiniamo come un pavimento», ha detto Daniela. «Me l'ha insegnato Graziella, la mia estetista. Tu te lo stropicci due volte al giorno, proprio per curarlo.»

Mi si è chiuso lo stomaco. Sessantadue euro, due mesi, la federa unta. E quelle righe se le peggiorava da sola, ogni sera, con il gesto che faceva per curarle.

Mi si è chiuso lo stomaco. Sessantotto euro, tre mesi, la federa unta. E quelle righe le peggioravo io, ogni sera, con il gesto che facevo per curarle.

Ecco cosa non avevo capito delle zampe di gallina:

Sono le righe che il sorriso disegna intorno agli occhi. Si formano dove la pelle si piega di più, e lì la pelle è sottilissima. Con gli anni il viso perde fino al 25% del suo sostegno strutturale. E quelle pieghe, che prima si distendevano appena si smetteva di ridere, restano lì un po' più a lungo.

È come un foglio di carta velina: lo pieghi una volta e si riapre. Lo pieghi mille volte, e magari lo stropicci pure, e la piega resta. Una crema fluida, spalmata e massaggiata, non lo rimette in piano.

Pensavamo che le creme non funzionassero. In realtà mia madre stava trattando male proprio la pelle che voleva curare.

Pensavo che le creme non funzionassero. In realtà stavo trattando male proprio la pelle che volevo curare.

«E non è nemmeno il motivo principale», ha detto zia Rosa.

«E non è nemmeno il motivo principale», ha detto Daniela.

«Ce n'è un altro?»

«Le creme fluide lì non ci stanno. Scivolano verso la tempia, evaporano, e di notte finiscono sulla federa.»

Poi mi ha messo in mano il suo stick e ha aperto il sito di NAÏLA sul telefono.

Perché lo Stick NAÏLA è diverso: cosa c'è dentro

«È uno stick di formula coreana pensato per le zone dove la pelle si piega e cede di più», ha detto. «Contorno occhi, rughe del sorriso, labbra, collo.»

Me l'ha spiegato così:

Le creme che aveva comprato mia madre erano fluide e profumate: piacevoli per dieci minuti, poi sparite.

Le creme che avevo comprato io erano fluide e profumate: piacevoli per dieci minuti, poi sparite.

Ma la pelle intorno agli occhi, così sottile e così mobile, ha bisogno d'altro.

La differenza di NAÏLA si riduce a tre cose:

1. Adenosina e calcio, per righe visibilmente più distese

Dentro c'è l'adenosina, che attenua visibilmente le linee d'espressione, e il calcio, il minerale di cui quasi nessuno parla, per una pelle più compatta all'aspetto. Insieme a collagene ed elastina idrolizzati, lavorano sul sostegno della pelle proprio dove il sorriso la piega.

Zia Rosa mi ha fatto cercare sul telefono l'etichetta della crema di mia madre. Niente calcio. Niente adenosina. «Idratante e basta», ha detto. «Va bene per le guance, troppo poco per le zampe di gallina.»

Daniela mi ha fatto leggere l'etichetta della mia crema da 68 euro. Niente calcio. Niente adenosina. «Idratante e basta», ha detto. «Va bene per le guance, troppo poco per le zampe di gallina.»

2. Il formato stick: resta esattamente sulla riga

«Una crema fluida la spalmi e scivola verso la tempia. Lo stick lo appoggi sulla riga, lo fai scorrere senza tirare la pelle, e resta lì.» Si assorbe in 30 secondi, zero unto, e si può passare anche sopra il trucco.

Ecco perché la federa di mia madre era unta e le righe uguali.

Ecco perché la mia federa era unta e le righe uguali.

3. Una formula delicata per la pelle più sottile del viso

Tremella, sei oli vegetali (jojoba, avocado, macadamia, girasole, oliva, olivello spinoso) e vitamina E per la morbidezza. E soprattutto quello che non c'è: niente profumo, niente parabeni, niente oli minerali, niente retinoidi, niente acidi.

«Tua madre il profumo non lo sopporta, no?», ha detto zia Rosa. «Ecco. Vicino agli occhi non serve a niente.»

«Vicino agli occhi il profumo non serve a niente», ha detto Daniela. «Anzi.»

«Ecco perché chi prova le solite creme sulle zampe di gallina resta delusa», ha detto. «Formula sbagliata, formato sbagliato, e una pelle sottilissima strofinata due volte al giorno.»

«E lo stick funziona davvero?»

«Guardami quando rido», ha detto. E ha riso.

Gli occhi stretti, le righe c'erano. Ma erano morbide. Distese.

Mia madre, in quel momento, era sul terrazzo con Bianca in braccio. Girata di tre quarti, perché mio marito stava facendo una foto.

Io, in quel momento, mi stavo coprendo la bocca con la mano. Per ridere a una battuta di mia sorella.

Cosa ho scoperto quando ho cercato NAÏLA

Quella sera, tornata a casa, ho cercato NAÏLA su internet.

Quella sera, alle 23:47, ho cercato NAÏLA su internet.

Recensioni vere, con nome. 4,2 su 5 su Trustpilot, su 259 recensioni. Oltre 100.000 donne che lo usano. E una garanzia di 90 giorni, soddisfatte o rimborsate.

Ho letto una ventina di recensioni. Tante raccontavano la stessa storia: creme su creme, cerotti, rulli. E poi lo stick.

Una mi ha colpita più delle altre. Dagmar, su Trustpilot. Poche parole, proprio quelle che cercavo:

«Dopo 3 settimane il contorno occhi risulta effettivamente più disteso e riposato.»

Isabella P. aveva scritto un'altra cosa che mi ha fatto pensare a mia madre: «Per la prima volta dai miei 40 anni, le borse sotto gli occhi sono più sgonfie e la mia pelle appare davvero più luminosa quando mi sveglio.»

Isabella P. aveva scritto un'altra cosa che mi riguardava: «Per la prima volta dai miei 40 anni, le borse sotto gli occhi sono più sgonfie e la mia pelle appare davvero più luminosa quando mi sveglio.»

Poi ho trovato i numeri. In uno studio di percezione su 748 donne per 30 giorni, il 91% ha visto la zona sotto gli occhi più levigata e luminosa. L'87% ha trovato la pelle più rimpolpata, il 95% guance e linea mandibolare più toniche.

È lì che ho capito. Il motivo per cui lo stick funziona dove le creme avevano deluso non è un miracolo. È la formula, e il gesto. L'hanno pensato per le zone dove la pelle si piega, non per «tutto il viso».

Ho fatto due conti. Tra contorni occhi, sieri, cerotti e rulli, in un anno mia madre aveva speso più di quanto avrebbe mai ammesso. Per nascondere le righe, non per trattarle.

Ho fatto due conti. Più di trecento euro in un anno, tra contorni occhi, sieri, cerotti e rulli. Più di quanto avessi il coraggio di dire a mio marito. Per nascondere le righe, non per trattarle.

I suoi risultati, settimana per settimana

I miei risultati, settimana per settimana

L'ho ordinato quella sera stessa. C'era l'offerta 1+1 GRATIS, con la spedizione gratuita. Non l'ho detto a mia madre: non volevo vedere quello sguardo, «un'altra cosa?». Pensavo: se non funziona, uso la garanzia e non ne parliamo più.

L'ho ordinato quella notte stessa. C'era l'offerta 1+1 GRATIS, con la spedizione gratuita. Non l'ho detto a nessuno. Pensavo: se non funziona, uso la garanzia e non ne parliamo più.

È arrivato pochi giorni dopo. Uno stick bordeaux, sottile, grande come un rossetto. Gliel'ho lasciato sul tavolo della cucina la domenica, con un biglietto: «Per le foto con Bianca».

È arrivato pochi giorni dopo. Uno stick bordeaux, sottile, grande come un rossetto. A vederlo sembrava uguale a tanti altri, e questo mi rendeva ancora più scettica.

La sera mi ha scritto: «Ma non unge?» Era in corridoio, davanti allo specchio dell'ingresso, e l'aveva passato tre volte per lato, verso la tempia. Si toccava la pelle col dito, stupita che fosse già asciutta.

La prima sera l'ho passato sulle zampe di gallina, tre passate leggere verso la tempia. Scivolava come un burrocacao. Nessun odore. In trenta secondi la pelle era asciutta, e la mattina sulla federa non c'era niente.

La prima settimana mi ha detto solo: «È morbida». Niente di speciale da vedere, ma al tatto la pelle intorno agli occhi era più liscia e più piena.

La prima settimana, niente di speciale da vedere. Ma al tatto la pelle intorno agli occhi era più morbida e più piena.

Alla terza settimana mi ha mandato una foto lei. Da sola. Mentre rideva.

Dopo tre settimane, sorridendo allo specchio, le pieghe sembravano più leggere. Meno stropicciate.

Tra la quarta e la sesta settimana l'abbiamo notato davvero.

Tra la quarta e la sesta settimana l'ho notato davvero.

Al battesimo del figlio di una cugina è rimasta nella foto di gruppo. In prima fila. Con gli occhi stretti dal ridere e Bianca per mano.

Ho fatto la prova più cattiva che conosco: il bagno dell'ufficio, la luce dall'alto, un sorriso vero davanti allo specchio. Le righe c'erano ancora. Ma la faccia non si spiegazzava più tutta.

Mio padre se n'è accorto prima di lei. «Ti vedo più riposata», le ha detto a cena.

Mio marito se n'è accorto prima di me. «Hai tolto la mano da davanti alla bocca.»

Lei gli ha fatto vedere lo stick.

Gli ho fatto vedere lo stick.

L'ha guardata. «Tutta questa storia per un burrocacao?»

Mi ha guardata. «Tutta questa storia per un burrocacao?»

«Non è un burrocacao», gli ha detto lei. «E funziona.»

«Non è un burrocacao», gli ho detto. «E funziona.»

Sei mesi dopo: di nuovo nelle foto

Sono passati sei mesi.

Le righe ci sono ancora. Sono le righe di una donna che ha riso per cinquant'anni, e nessuno vuole cancellarle. Ma sono più morbide, più distese. Niente più sorriso a bocca chiusa. Niente più viso nascosto dietro la testa di una bambina.

Le righe sono sempre le mie. Ma niente più mano davanti alla bocca. Niente più foto cancellate. Lo stick sta in borsa, lo passo mattina e sera, anche sopra il trucco.

Ieri ho riaperto la cartella «Bianca» sul telefono di mia madre. Le ultime trenta foto non sono ritagliate. Lei lo chiama «lo stick delle foto», e ne ha preso un secondo per la borsa.

A dicembre il fotografo è tornato per le foto dei nuovi colleghi. Gli ho chiesto di rifare anche la mia. Ho riso, di quelle vere. Lui ha guardato lo schermo e ha detto: «Questa la teniamo.»

Stefania Q. su Trustpilot l'ha scritto meglio di me: «La pelle è molto più morbida le rughe molto ridotte». E Concetta: «Pelle idratata e rimpolpata. Risultato eccellente».

Silvia M. ha scritto su Trustpilot: «Diverse persone stanno trovando il mio viso luminoso e raggiante». E Nunzya: «Con costanza i risultati arrivano». Io ci sono, con costanza, mattina e sera.

La settimana scorsa una collega della banca le ha chiesto, tra uno sportello e l'altro: «Cosa hai fatto di diverso?»

La settimana scorsa la mia collega Marta mi ha guardata ridere a una riunione e mi ha chiesto: «Cosa hai fatto di diverso?»

Le ha parlato dello stick. La collega l'ha ordinato in pausa pranzo, dal telefono.

Le ho parlato dello stick. L'ha ordinato lì, dalla scrivania.

Cinque giorni dopo le è arrivato un suo messaggio: «Perché non me l'hai detto prima?»

Cinque giorni dopo mi è arrivato un suo messaggio: «Perché non me l'hai detto prima?»

Perché lo stick funziona dove le creme fluide no

La maggior parte di noi fa quello che faceva mia madre: spende 60, 70 euro per creme contorno occhi che finiscono sulla federa. E quando non funzionano, impara a ridere meno.

La maggior parte di noi fa quello che facevo io: spende 60, 70 euro per creme contorno occhi che finiscono sulla federa. E quando non funzionano, impara a ridere meno.

La differenza con NAÏLA è che è uno stick pensato per le zone dove la pelle si piega e cede: contorno occhi, rughe del sorriso, labbra, collo. Non copre le righe. Se ne prende cura.

Le zampe di gallina non chiedono solo idratazione. Sono pelle sottilissima, che si piega ogni volta che ridiamo, perde sostegno con gli anni e, in più, viene strofinata due volte al giorno.

Una crema fluida idrata la superficie per qualche ora. Ma scivola verso la tempia, evapora, e di notte finisce sulla federa. E lì dove serve, sulla riga, resta poco.

Lo stick invece resta esattamente dove lo passi: adenosina, calcio, collagene ed elastina e sei oli, proprio sulla riga. Si assorbe in 30 secondi e non unge.

Anche passato di corsa la mattina, prima di uscire, il gesto è sempre lo stesso: tre passate leggere verso la tempia, senza strofinare. E la pelle intorno al sorriso smette di essere stropicciata due volte al giorno.

Quanti stick servono davvero

Ne servono due: uno in bagno, per la mattina e la sera, e uno in borsa. Per questo zia Rosa ne aveva due. Per questo mia madre ha preso il secondo. Per questo la sua collega li ha ordinati subito in coppia.

Ne servono due: uno in bagno, per la mattina e la sera, e uno in borsa. Per questo Daniela ne aveva due. Per questo li ho presi anch'io. Per questo Marta li ha ordinati subito in coppia.

Uno solo, a casa, finisce per restare nel cassetto proprio quando servirebbe. In borsa invece si passa in trenta secondi, anche sopra il trucco, prima di una foto.

Ecco come si passa:

Zampe di gallina: tre passate leggere per lato, dall'angolo dell'occhio verso la tempia, senza tirare la pelle. Sotto gli occhi: una passata, dall'interno verso l'esterno. Poi, se c'è tempo, rughe del sorriso, contorno labbra e collo. Mattina e sera.

Chi lo usa sia sul contorno occhi sia sul resto del viso ne consuma di più, ed è proprio per questo che c'è l'offerta 1+1 GRATIS: due stick al prezzo di uno.

Se siete pronte a tornare nelle foto

Se state ancora spalmando creme fluide che finiscono sulla federa, se vi siete ritagliate da una foto o ne avete cancellata una in cui ridevate, se avete deciso che sulle zampe di gallina non funziona niente, come avevamo fatto noi, provate lo Stick NAÏLA.

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A mia madre ha restituito le foto con sua nipote. Spero che faccia lo stesso per voi, o per vostra madre.

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