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Fa più male la domenica sera… Scoprire che il mio «collo della videochiamata» nasceva da un gesto che facevo per curarlo.

Fa più male ad agosto, col foulard… Scoprire che il mio collo cedeva per un gesto che facevo proprio per curarlo.

2 ottobre 2026 alle 9:17 · Racconto drammatizzato

«Il collo ha la pelle più sottile del viso, eppure è la zona che trattiamo peggio: gli diamo gli avanzi della crema. Una crema fluida, lì, in parte evapora e in parte finisce sul colletto. Serve qualcosa che resti esattamente dove lo metti.»– Loredana B., estetista da 25 anni, titolare di un centro estetico di quartiere

Se state pensando all'ennesima crema per il collo, leggete prima questo

Se state pensando di comprare l'ennesima crema per il collo, c'è una cosa che può risparmiarvi mesi di delusioni e parecchi euro.

Io l'ho imparata a mie spese.

Lo chiamavo «il collo della videochiamata». Perché era lì che lo vedevo: la domenica sera, quando mia nipote Bianca mi chiama col telefono di sua madre.

Ha sette anni e tiene il telefono come lo tengono i bambini: in basso, all'altezza della pancia. E io, nel riquadro piccolo, vedevo una signora tutta collo. Le pieghe che scendevano, la mandibola che si confondeva col resto, quel bordo morbido che una volta era netto.

La terza volta le ho detto: «Amore, alza un po' il telefono.» E lei, serissima: «Nonna, così ti vedo il soffitto.»

Il 9 agosto, con 34 gradi, ho aperto l'armadio e ho contato i foulard. Diciannove.

Erano diventati la mia divisa. Al mare, al mercato, al pranzo di Ferragosto da mia suocera, dove tutti erano in maniche corte e io col foulard annodato «che fa tanto francese».

Non era moda. Era il collo. Mi sembrava di avere il collo di mia madre. Che ne ha 81.

Con la mia menopausa, a 53 anni, la pelle del collo è cambiata più in dodici mesi che nei dieci anni prima. Così l'anno scorso ho speso 70 euro per una crema collo «per pelli mature». L'ho usata un mese intero, mattina e sera.

Risultato: il colletto della camicetta bianca giallino. E il collo uguale.

Ho deciso che sul collo non funziona niente, e sono tornata ai foulard.

A giugno è venuta a pranzo mia sorella Paola. Ha tre anni più di me. Camicia aperta, collo scoperto, la mandibola netta come non gliela vedevo da anni.

«Ancora col foulard?» mi ha chiesto, guardandomi sistemare il nodo.

«Le creme per il collo non servono a niente», le ho detto. «Le ho provate tutte.»

«Hai provato le creme sbagliate», mi ha corretta. «Non è la stessa cosa.»

Ha tirato fuori dalla borsa un tubetto bordeaux, sottile come un rossetto. Era uno stick. Una marca che non avevo mai sentito.

«Lo uso da quattro mesi», ha detto. «I foulard li ho messi via a maggio.»

È lì che ho cominciato a fare attenzione.

Perché tutto quello che ho provato non funzionava...

Non sono una che crede ai miracoli. In due anni ho speso centinaia di euro per il collo: creme rassodanti, sieri, maschere in tessuto, il rullo di giada, la fascia per la notte.

Niente ha funzionato a lungo. E qualcosa mi ha fatta sentire anche peggio.

In primavera, al centro estetico vicino all'ufficio, mi hanno proposto le punturine sul collo. Quando ho chiesto quante sedute servissero, la ragazza ha sorriso: «Dipende, signora. E poi vanno ripetute.»

Ho preso il depliant e l'ho buttato nel cestino sotto casa. Gli aghi sul collo no. Non ce la facevo.

Il collo era diventato un pensiero fisso. Sceglievo i vestiti partendo dal colletto. Nelle foto mi mettevo sempre dietro, col mento alto. Mi sentivo ridicola a pensarci così tanto, e non riuscivo a smettere.

Ma cosa dovevo fare? Rassegnarmi?

Il collo cedeva ogni mese un po' di più. Le pieghe orizzontali, la pelle sottile come carta velina stropicciata. La mandibola, che una volta era un bordo netto, si confondeva col collo.

Ho provato tutto quello che mi consigliava la commessa della profumeria. Poi tutto quello che diceva internet. Poi le cose lette nei gruppi Facebook di donne disperate quanto me. Perfino la ginnastica per il collo, fatta davanti alla televisione con la faccia da pesce, finché mio marito non mi ha chiesto se mi sentivo bene.

L'unica cosa che «funzionava» erano i foulard. Ma non trattavano niente: nascondevano.

Così, quando Paola mi ha detto di aver trovato qualcosa di diverso, avrei voluto crederle. Solo che non ci riuscivo.

Due motivi per cui le solite creme per il collo non bastano

«Come lo metti?» le ho chiesto.

«Tre passate sul collo, dal basso verso l'alto. Una lungo la mandibola, da una parte e dall'altra. Mattina e sera.»

Dal basso verso l'alto. Lungo la mandibola. Io la crema la spalmavo sul viso e mi fermavo al mento. Al collo arrivava quello che restava sulle dita.

«Il collo ha la pelle più sottile del viso, e noi gli diamo gli avanzi», ha detto Paola. «Me l'ha insegnato Loredana, la mia estetista. Tu per un anno hai trattato mezzo collo.»

Mi si è chiuso lo stomaco. Settanta euro, un mese, il colletto giallo. E avevo deciso che sul collo non funziona niente, proprio sulla parte che non avevo mai trattato davvero.

Ecco cosa non avevo capito di come cambia la pelle del collo:

Con gli anni il viso perde fino al 25% del suo sostegno strutturale. E il collo, che ha la pelle più sottile, è il primo posto dove si vede: la mandibola si «ammorbidisce», le pieghe scendono.

È come una tenda quando si allenta il bastone: la stoffa è la stessa, ma cade. Una crema leggera, spalmata di corsa sopra la stoffa, non rimette in tensione niente.

Pensavo che le creme non funzionassero. In realtà il collo non l'avevo mai trattato davvero.

«E non è nemmeno il motivo principale», ha detto Paola.

«Ce n'è un altro?»

«Le creme fluide sono fatte per il viso. Sul collo una parte evapora, una parte finisce sul colletto e una sul cuscino.»

Poi mi ha messo in mano il suo stick e ha aperto il sito di NAÏLA sul telefono.

Perché lo Stick NAÏLA è diverso: cosa c'è dentro

«È uno stick di formula coreana pensato per le zone dove la pelle cede di più», ha detto. «Collo, mandibola, contorno occhi.»

Me l'ha spiegato così:

Le creme che avevo comprato io erano fluide e profumate: piacevoli per dieci minuti, poi sparite.

Ma il collo, con la pelle così sottile, ha bisogno d'altro.

La differenza di NAÏLA si riduce a tre cose:

1. Il calcio, per una pelle più compatta all'aspetto

Dentro c'è il calcio, il minerale di cui quasi nessuno parla, insieme a collagene ed elastina idrolizzati e all'adenosina. È la parte che lavora sul sostegno: pelle più compatta e più sostenuta all'aspetto, proprio dove la mandibola si ammorbidisce.

Mi ha fatto leggere l'etichetta della mia crema da 70 euro. Niente calcio. «Idratante e basta», ha detto. «Giusta per il viso, troppo poco per il collo.»

2. Il formato stick: resta dove lo metti

«Una crema fluida la spalmi e scivola via. Lo stick lo passi esattamente lì, sulla piega e sulla mandibola, e resta lì.» Si assorbe in 30 secondi, zero unto, e si può passare anche sopra il trucco.

Ecco perché il colletto della mia camicetta era giallo e il collo uguale.

3. Una formula delicata per la pelle più delicata

Tremella, sei oli vegetali (jojoba, avocado, macadamia, girasole, oliva, olivello spinoso) e vitamina E per la morbidezza. E soprattutto quello che non c'è: niente profumo, niente parabeni, niente oli minerali, niente retinoidi, niente acidi. «Il collo è più delicato del viso», ha detto Paola. «Il profumo, lì, non serve a niente.»

«Ecco perché chi prova le solite creme sul collo resta delusa», ha detto. «Formula sbagliata, formato sbagliato e mezzo collo lasciato a secco.»

«E lo stick funziona davvero?»

«Guardami il collo», ha detto. «Sono quattro mesi che non metto un foulard.»

Quattro mesi senza foulard.

Io, in quel momento, ne avevo uno annodato al collo. A giugno. E mia sorella, più grande di me, rideva a collo scoperto.

Cosa ho scoperto quando ho cercato NAÏLA

Quella sera ho cercato NAÏLA su internet.

Recensioni vere, con nome e cognome. 4,2 su 5 su Trustpilot, su 259 recensioni. Oltre 100.000 donne che lo usano. E una garanzia di 90 giorni, soddisfatte o rimborsate.

Ho letto una ventina di recensioni. Tante raccontavano la stessa storia: creme su creme, niente sul collo, poi lo stick.

Una mi ha colpita più delle altre. Clara F. Parlava proprio del mio problema, con le parole che io non avevo il coraggio di usare:

«Dopo solo poche settimane con Naila, il mio 'collo di tacchino' è visibilmente più tonico e la mia linea mandibolare sembra più giovane di anni.»

Elena R. aveva scritto un'altra cosa che mi riguardava: «Naila ha reso la mia pelle più compatta, le mie labbra più lisce e anche le rughe verticali del collo sono ormai quasi invisibili.»

Poi ho trovato i numeri. In uno studio di percezione su 748 donne per 30 giorni, il 95% ha trovato guance e linea mandibolare più toniche. Il 91% ha visto il sotto occhi più levigato e luminoso, l'87% la pelle più rimpolpata.

È lì che ho capito. Il motivo per cui lo stick funziona dove le creme mi avevano delusa non è un miracolo. È la formula, e il gesto. L'hanno pensato per il problema preciso che abbiamo noi, non per «tutto il viso».

Ho fatto due conti. In un anno, tra creme per il collo, sieri e foulard nuovi, avevo speso più di quanto avessi il coraggio di dire a mio marito. Per nascondere il collo, non per trattarlo.

I miei risultati, settimana per settimana

L'ho ordinato quella sera stessa. C'era l'offerta 1+1 GRATIS, con la spedizione gratuita. Non l'ho detto a mio marito. Pensavo: se non funziona, uso la garanzia e non ne parliamo più.

È arrivato pochi giorni dopo. Uno stick bordeaux, sottile, grande come un rossetto. A vederlo sembrava uguale a tanti altri, e questo mi rendeva ancora più scettica.

L'ho passato lo stesso. Tre passate sul collo dal basso verso l'alto, una lungo la mandibola. In trenta secondi la pelle l'aveva bevuto. Ho toccato il colletto della camicia: pulito.

I primi giorni, niente di speciale da vedere. Ma al tatto la pelle del collo era più morbida e più piena.

Verso la terza settimana mi è sembrata più sostenuta. Il collo meno «spiegazzato» la mattina.

Tra la quarta e la sesta settimana l'ho notato davvero.

Ho fatto la prova più cattiva che conosco: telefono appoggiato sul tavolo, inquadratura dal basso, luce del bagno. Il collo c'era ancora, con le sue righe. Ma la mandibola si vedeva di nuovo.

Mio marito se n'è accorto prima di me. «Ti sei tolta il foulard?»

Gli ho fatto vedere lo stick.

Mi ha guardata. «Tutta questa storia per un rossetto?»

«Non è un rossetto», gli ho detto. «E funziona.»

Sei mesi dopo: niente più foulard

Sono passati sei mesi.

Il collo è sempre il mio, con le sue righe. Ma niente più foulard. Niente più telefono sui libri di cucina. Niente più foto cancellate. Lo stick sta in borsa, lo passo mattina e sera, anche sopra il trucco.

Domenica scorsa Bianca mi ha chiamata col telefono in basso, come sempre. E io non le ho chiesto di alzarlo. Il collo c'era ancora, eh. Ma non era più l'unica cosa che vedevo.

A settembre, al matrimonio di mio nipote, ho messo un abito blu accollato. Niente foulard. Il fotografo mi ha presa dal basso mentre ridevo con mia sorella. Una volta l'avrei cancellata. È la foto che ho messo in cornice.

La settimana scorsa la mia amica Rita mi ha vista al mercato col collo scoperto. La prima volta in due anni.

«Cosa hai fatto di diverso?» mi ha chiesto.

Le ho parlato dello stick. Ha tirato fuori il telefono e l'ha ordinato lì, davanti al banco della frutta.

Cinque giorni dopo mi è arrivato un suo messaggio: «Perché non me l'hai detto prima?»

Perché lo stick funziona dove le creme fluide no

La maggior parte di noi fa quello che facevo io: spende 60, 70, 80 euro per creme che finiscono sul colletto. E quando non funzionano, compra un foulard nuovo.

La differenza con NAÏLA è che è uno stick pensato per le zone dove la pelle cede: collo, mandibola, contorno occhi. Non copre il collo. Lo tratta.

Il collo non chiede solo idratazione. Ha la pelle più sottile del viso, perde sostegno prima, e riceve sempre gli avanzi.

Una crema fluida idrata la superficie per qualche ora. Ma una parte evapora, una parte finisce sul colletto e una sul cuscino. E lì dove serve, sulla piega e sulla mandibola, resta poco.

Lo stick invece resta esattamente dove lo passi: calcio, collagene ed elastina, adenosina e sei oli, proprio sulla piega e lungo la mandibola. Si assorbe in 30 secondi e non sporca niente.

Anche passato di corsa la mattina, prima di uscire, il gesto è sempre lo stesso: dal basso verso l'alto. E il collo smette di prendere gli avanzi.

Quanti stick servono davvero

Ne servono due: uno in bagno, per la mattina e la sera, e uno in borsa. Per questo Paola ne aveva due. Per questo li ho presi anch'io. Per questo Rita li ha ordinati subito in coppia.

Uno solo, a casa, finisce per restare nel cassetto proprio quando servirebbe. In borsa invece si passa in trenta secondi, anche sopra il trucco.

Ecco come lo passo io:

Collo: tre passate dal basso verso l'alto. Mandibola: una passata per lato, dal mento verso l'orecchio. Poi, se c'è tempo, contorno occhi, rughe del sorriso e labbra. Mattina e sera.

Chi lo usa sia sul collo sia sul viso ne consuma di più, ed è proprio per questo che c'è l'offerta 1+1 GRATIS: due stick al prezzo di uno.

Se siete pronte a smettere di nascondere il collo

Se state ancora spalmando creme fluide che finiscono sul colletto, se d'estate uscite col foulard annodato, se avete provato le creme per il collo e avete deciso che non funziona niente, come avevo fatto io, provate lo Stick NAÏLA.

Non è come quello che avete provato prima.

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Potete provarlo per tre mesi interi. Se non siete soddisfatte, vi rimborsano. Zero rischi.

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A me ha restituito il collo. Spero che faccia lo stesso per voi.

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Dopo solo poche settimane con Naila, il mio 'collo di tacchino' è visibilmente più tonico e la mia linea mandibolare sembra più giovane di anni.– Clara F., cliente NAÏLA

Naila ha reso la mia pelle più compatta, le mie labbra più lisce e anche le rughe verticali del collo sono ormai quasi invisibili.– Elena R., cliente NAÏLA

Pelle idratata e rimpolpata. Risultato eccellente.– Concetta, recensione su Trustpilot

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